Mostafa, un cuore diviso a metà tra Italia ed Egitto

Il mio nome è Mostafa. Potrei dirvi il mio cognome ma rischierei di parlare per una decina di secondi in modo incomprensibile per voi. Al massimo vi fareste due risate, quindi chiamatemi così. Ho 31 anni ed ho vissuto in Italia gli ultimi 8 anni della mia vita. I primi 23 li ho vissuti in Egitto. Sì, sono egiziano e sono fiero di esserlo. Nel 2007 mi sono laureato in Scienze ed Educazione Fisica e Chimica nel mio paese. Nel 2008 sono sbarcato a Lampedusa. Sono stato un immigrato irregolare per 3 anni. In questo periodo mi sono arrangiato come ho potuto: ho lavorato come lavapiatti, come aiuto cuoco e poi come cuoco. Appena sono riuscito ad ottenere il permesso di soggiorno mi sono iscritto all’università. Ho iniziato degli studi che mi appassionano davvero: Scienze politiche e delle Relazioni Internazionali. Ho concluso la laurea triennale e ora sto affrontando la specialistica.

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La mia laurea in Italia ha un significato speciale. È molto più importante rispetto a quella che ho preso in Egitto. Il valore del raggiungimento di un successo si misura attraverso il numero di ostacoli che hai superato nel percorso. E io di ostacoli ne ho dovuti superare parecchi. Prima gli anni persi per ottenere il permesso di soggiorno, poi la lingua. Io non ho studiato l’italiano nel mio paese, ho dovuto arrangiarmi, soprattutto all’inizio. Poi c’è stata la malattia: ho passato un anno senza dare esami, fermo in ospedale. Questo traguardo ha una grande importanza a livello personale.

Vivere in Italia- Mi trovo bene, forse anche perché sono una persona estremamente positiva. 13690623_1134072026665041_2542099477677289699_nSono arrivato a 23 anni e penso che gli anni trascorsi qui siano i più importanti nella vita di ogni persona. A 23 anni hai già un carattere formato, sei un uomo a tutti gli effetti. Le amicizie più profonde e le esperienze più importanti le ho avute qui. In questo ultimo periodo sono ritornato in Egitto solo un mese nel 2014. Il viaggio dall’Egitto o da qualche altro paese africano verso l’Europa è un’esperienza che ti segna. Con il passare degli anni diventa un passaggio fondamentale della tua vita. Rischiare la morte e prendere la mia vita tra le mani: questo può darvi un’idea della motivazione che mi spingeva a voler vivere in una società diversa da quella da cui venivo. Una società che crede nei valori della democrazia e della libertà. È stato un viaggio molto duro ma le motivazioni erano troppo forti.

La mia responsabilità verso il mio paese- Qualsiasi giovane che lascia il suo paese e viene qui, in una società più democratica e più liberale, ha una certa responsabilità nei confronti del suo popolo. Ha una responsabilità verso i giovani che hanno la sua stessa età e credono nei suoi stessi principi. Grazie ai miei studi e al fatto che vivo in Europa, ho una visione più generale rispetto a chi vive nel mio paese. Come vi ho detto prima sento una forte responsabilità nei confronti dell’Egitto e dall’anno scorso ho iniziato a scrivere articoli di critica politica e critica sociale. È un tentativo per poter aiutare chi vive in Egitto. Ho scritto per il “Centro democratico arabo per gli Studi politici e strategici”. Ero il direttore delle relazioni internazionali di questo centro.

12742835_1012764965462415_1596246120624281444_nI miei articoli sono delle comparazioni tra l’Europa e l’Egitto. Prendono in esame i problemi e provano a suggerire delle possibili soluzioni. Non li ho scritti in ottica giornalistica, ma con la visione di un uomo di stato: una persona che si concentra sulla soluzione dei problemi. Da questi articoli è nato un e-book che ho pubblicato con il titolo “Il paese degli idioti”. Recentemente ho iniziato a scrivere anche articoli di politica estera e relazioni internazionali. Uno aveva come tema il referendum costituzionale in Italia. A prescindere dalla vittoria del Sì o del No, vedo in questa contesa politica una grande occasione di democraticità, cosa impensabile nel mio paese. Spero che un giorno occasioni simili possano esserci anche in Egitto. Ho poi scritto qualcosa sul movimento 5 Stelle. A prescindere dal fatto che io sia o meno un sostenitore del movimento, l’idea che dei giovani vadano avanti nella vita politica mi piace. Spero che un giorno anche i giovani del mio paese possano avere questa opportunità.

I miei progetti futuri- Sono passato dagli studi fisici e chimici a quelli della politica perché penso che siano più in linea con il mio carattere e le mie inclinazioni. Per quanto riguarda i miei progetti, da più piccolo cercavo sempre di essere al centro dell’attenzione e mettevo me al centro di tutto. Oggi questi progetti sono mutati e riesco a vederne un lato comunitario e condiviso. Ho l’aspirazione di scrivere per migliorare la condizione dei miei fratelli egiziani. Cerco di lavorare sodo per ottenere nel futuro un incarico politico o diplomatico in Egitto e mettere al servizio del paese le mie competenze e quello che ho imparato in questi anni di formazione in Italia. Non so quali saranno i traguardi che in futuro riuscirò a raggiungere ma so che la determinazione non mi manca e ce la metterò tutta in ogni occasione che mi si presenta.

Un saluto e un abbraccio dal vostro fratello egiziano,
Mostafa Elasby

a cura di Tommaso Gavi

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