Il caso Regeni così come lo vede un egiziano in Italia

Fortunatamente il caso Regeni non è ancora stato abbandonato nel dimenticatoio. Fortunatamente le ricostruzioni ufficiali non sono state sufficientemente convincenti per smettere di cercare la verità. È notizia di qualche giorno fa la consegna dei documenti di Giulio Regeni ad una delegazione della procura di Roma. Non dovrà calare l’attenzione dei media sulla vicenda se si vuole tenere viva una piccola speranza di verità. Oggi nel nostro dentrolaStoria ci siamo chiesti: qual è l’opinione in merito di un egiziano che vive in Italia? Per questo abbiamo chiesto al protagonista della nostra storia, Mostafa, di curare l’approfondimento di oggi.

i genitori di Giulio Regeni
i genitori di Giulio Regeni

 Italia ed Egitto erano legati da solidi rapporti commerciali. Per avere un’opinione sul caso Regeni dobbiamo riflettere sulla natura di questo rapporto. Gli scambi commerciali tra i due paesi superano i 10 miliardi di euro. 600 aziende italiane investono fondi in Egitto in circa 902 progetti, la maggior parte dei quali riguarda il campo dell’energia.

L’ENI è presente in Egitto dal 1950 e ha in mano il 28% dalla produzione egiziana. L’azienda italiana ha individuato giacimenti di gas per 850 miliardi di metri cubi ed ha intenzione di continuare le ricerche fino al 2040. L’Italia è il primo partner commerciale dell’Egitto in Europa e il secondo dopo USA, se consideriamo gli scambi mondiali.

Per questa ragione lo stato italiano fu il primo a riconoscere il regime di al-Sisi, dopo il colpo di faef975d-4e3c-4b03-ade5-d528424a42ad_xlstato egiziano. Ma non c’è solo questo. L’Italia è stato il primo paese a fornire armi al regime egiziano. Al ministero del interno sono state fornite 30.000 pistole nel 2014 e 1.236 fucili nel 2015. Quindi l’Italia non sostiene l’Egitto solo economicamente ma anche nel campo de “sicurezza”.

Il caso Regeni. In questo contesto si è appresa la notizia della morte di Giulio Regeni. All’inizio il presidente del consiglio italiano, Matteo Renzi ha voluto aiutare il regime egiziano dichiarando che l’Italia voleva un nome, un colpevole. Tutti sanno che Regeni è stato ucciso per mano del regime, ma i vertici egiziani non hanno sfruttato l’aiuto italiano e, stupidamente, hanno fornito prove illogiche e poco credibili.

Il ruolo dell’opinione pubblica, in particolare quello della madre di Giulio Regeni è stato determinante quando ha recevuto una lettera da parte di una vittima del regime egiziano che le chiedeva di non cedere perché il sangue di Giulio rappresenta il sangue di tutti i giovani egiziani. Dopo l’intervento della madre di Regeni, lo stato italiano ha irrigidito le sue posizioni nei confronti dell’Egitto. La risposta del Cairo è stata altrettanto dura: fate come vi pare. Da quel momento i rapporti hanno iniziato a deteriorarsi, però l’Italia ha ancora bisogno dell’Egitto a causa della situazione in Libia. Soprattutto dopo l’invasione del generale Haftar delle tre zone in cui sono presenti giacimenti di petrolio. È noto che al-Sisi sostiene militarmente e logisticamente Haftar. Secondo la mia opinione, purtroppo, l’Italia ha bisogno dell’Egitto per la situazione in Libia.  Sta solo aspettando che cali l’attenzione dei media sul caso Regeni per poi ricucire i rapporti con l’Egitto.

 a cura di Mostafa Elabasy

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