Amore 3.0: la storia di Rita ed Emanuel

Mi chiamo Rita Celseti, vivo ad Isola del Liri in provincia di Frosinone, ho 24 anni e studio presso la facoltà di Lettere Moderne a Cassino. Ho incontrato Emanuel su facebook. Ricordo di essermi sentita incuriosita dai suoi post, dal suo modo di fare ironia e dalla sua bellezza esotica. È diventata subito una guerra al primo like e subito dopo ancora il primo messaggio. Giornate e nottate passate a raccontarci di noi, consapevoli di trovarci a 8900 km di distanza. Lui brasiliano, io italiana. Ogni giorno credevamo che sarebbe stato l’ultimo ma senza risultato. Capimmo che nel bel mezzo del disordine che erano le nostre vite, avevamo trovato la nostra esatta metà. Avevamo trovato il desiderio, la voglia di aprirci e raccontarci , di conoscerci profondamente. Così ci siamo buttati a capofitto in una storia strana, impossibile, promettendoci che avremmo trovato un posto nel mondo, che ci sarebbe stato un futuro per noi, che avremmo riso anche dopo aver pianto tanto.

uno scorcio di Isola Del Liri, la città di Rita

L’amore a distanza è sofferenza, è sogno, è magia dell’attesa, è devozione, è gelosia, è sentimento profondo e puro anche se con un po’ di amaro in bocca. Così sono passati undici mesi, i messaggi sono diventati telefonate, le telefonate sono diventate videochiamate su Skype. Un piccolo modo di evadere, fatto di condivisione, di lacrime, risate e poi finalmente il conto alla rovescia, l’ansia di non essere pronti, di iniziare con l’imbarazzo, la paura di non piacersi come prima. Quante volte abbiamo immaginato quel momento, milioni di volte. Poi finalmente è diventato realtà.

Emanuel e Rita

Il primo incontro- Il 5 Dicembre del 2016 stavo andando in palestra come ogni giorno e in lontananza ho visto un volto a me familiare. Avvicinandomi riuscii a capire che a pochi passi da me avevo proprio lui. Finalmente era lì per me. Potevo sentire il profumo della sua pelle, potevo per la prima volta guardarlo negli occhi davvero e in quel momento ho capito che non mi ero mai sbagliata, che non mi ero illusa e che non ero pazza. Era tutto vero ed era lì il mio amore, meglio di come me l’ero immaginato. Sono stata rapita completamente ed oggi più che mai sono sicura della nostra storia.

La distanza non è un problema quando la persona lontana da te è capace di non fartela sentire, quando è capace di farti sentire amata, quando è capace di non farti sentire vuota. Quando ti fa sentire serena, unica. Quando sai che hai un solo modo per vederti lo ami e non lo rifiuti perché quello diventa il tuo tutto. L’unica problematica è che tutto ciò è contornato da un velo di tristezza e dalla voglia di concretizzarlo.

Cosa è cambiato dall’inizio ad oggi- Rispetto a prima è cambiato il modo di guardare al futuro: è svanita la tristezza, è subentrata la fisicità. Siamo più positivi, amiamo passare il nostro tempo insieme e fare quello che per un anno abbiamo progettato e sognato. Adesso il nostro rapporto è solido e totalmente naturale. Non abbiamo mai smesso, abbiamo solo allungato i tempi di attesa come facevano i nostri nonni. Non servono troppe parole, siamo felici.

L’amore nell’epoca 3.0- Le relazioni di oggi hanno perso la purezza dell’amore, l’affinità elettiva viene sottovalutata, si ama una persona prima per il proprio corpo che per i propri valori e il carattere. Anche se è stata dura sono felice di aver conosciuto la mia metà in questo modo. Ci siamo amati prima di tutto per quello che siamo, per come ragioniamo, per quello che riusciamo a darci in maniera pulita e poi (fortunatamente) anche per quello che riusciamo a trasmetterci fisicamente. La mia speranza è che si torni a conoscersi profondamente prima di concedersi, perché bisogna prima amarsi, poi bisogna dirselo e poi bisogna baciarsi.

Ho capito quanto sono fortunata un giorno mentre girovagavo per negozi e ho visto una maglia con la scritta “I miss you when I’m bored“. Facile sentire la mancanza di qualcuno quando si è annoiati. In verità è quando esplodi di gioia, quando sei felice, quando ti stai divertendo come una matta che ti deve mancare davvero chi ami. Quando ridi finché non ti fa male la pancia che devi sentire che quella risata non si completa davvero perché il tuo amore è lontano. L’amore non è un passatempo. Non si ama annoiati, si ama felici. E, per inciso, quella maglietta non mi piaceva proprio.

In che modo passeremo questo San Valentino- Io ed Emanuel siamo due persone semplici ed umili, non abbiamo bisogno di fronzoli. A noi basta stare insieme e, anche se sarà scontato da dire, ma se si ama lo si fa ogni giorno. In generale questa festa non ci piace e pensiamo che sia solo un mero gioco per far vendere cioccolatini e rose rosse. Però esiste, come esiste il romanticismo in ognuno di noi (anche nei più duri di cuore) quindi faremo quello che facciamo ogni giorno, amandoci allo stesso modo, senza dimenticare, in onore della ricorrenza, di farlo ogni giorno. Magari per sempre.

Una lettera dalla realtà di Rita Celseti

a cura di Silvio Laccetti

 

 

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