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Per conoscere bisogna vivere, viaggiare e sognare

Troverete parti di verità in ogni luogo e in nessun luogo tutta la verità. L’errore è pensare che la nostra piccola scheggia possa riflettere il tutto”. Con questa frase sir Richards Francis Burton, esploratore, traduttore e orientalista britannico del 1800, affrontava il tema del cosmopolitismo e dell’importanza dei viaggi per la vita di un uomo. È l’insieme delle piccole schegge di uno specchio, la realtà, sembra suggerirci Burton, a dare all’essere umano consapevolezza ed esperienza. Niente potrà mai riflettere il tutto, ma ogni esperienza può donarci un pezzettino in più di un puzzle che non sarà mai del tutto completo. Noi di Lettere dalla Realtà lo abbiamo preso quasi alla ‘lettera’. Abbiamo fatto nostro il suggerimento dell’esploratore britannico, consapevoli di quanto sia importante conoscere e raccontare le storie degli eroi della quotidiana, quei piccoli frammenti di vita che contraddistinguono parte della realtà.

Questa settimana abbiamo raccontato la storia di Simona, una ragazza che ha avuto la fortuna di vivere in diverse città del mondo, grazie alla sua determinazione e alla volontà di scoprire nuove realtà. Ci sono anche altre storie simili a quella di Simona, per quanto la sua sia unica. Storie di giovani che hanno la fortuna ed il coraggio di abbandonare la propria nazione per crescere e comprendere. ‘Conoscere per conoscersi’ come suggerisce il titolo della sua lettera. Ragazzi Erasmus, viaggiatori o semplicemente sognatori, artisti della vita alla scoperta, oltre che alla ricerca di trovare quella parte in più di verità.

I progetti Erasmus danno una grande opportunità ad ogni studente, non solo a livello formativo, ma più in generale per la propria esistenza. Ricordiamoci quello che ci ha detto Roberto qualche settimana fa nell’incipit della sua lettera: “andrebbero introdotti a scuola quasi come materia d’obbligo” i viaggi. Niente di più giusto. “Viaggiare è vivere” abbiamo scritto. “vivere o lavorare?” ci siamo chiesti, cercando una risposta attraverso i suggerimenti del nostro imbuto. Questa settimana la storia di Simona ci ha fatto riflettere e non poco. Ci da modo di pensare che il mondo è grande e vale la pena conoscerlo il più possibile. Ogni strada, vicolo o piazza di questo fantastico pianeta ha molto da darci. I progetti Erasmus, come abbiamo già detto, danno l’opportunità a tanti studenti di vivere esperienze di questo tipo. Proprio uno di noi, Nicola, il prossimo anno partirà con destinazione Barcellona. Non sarà l’unico, né l’ultimo. Ed è giusto che sia così perché certi treni passano e vanno presi, senza paura.

A cura di Silvio Laccetti

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