L’IMBUTO- ‘La vie d’Adèle’: forse non lo sai ma anche questo è amore

In questa settimana dedicata alla storia di Lucrezia, il nostro Imbuto ha pescato un altro contenuto dalla rete che rispecchia quello che è il nostro tema di questi ultimi sette giorni. Lo ha fatto presentandovi un film che ha avuto la forza di raccontare una storia d’amore, vissuta da un’adolescente, con un’altra donna. Il film in questione è La Vita di Adele (La vie d’Adèle), vincitore della Palma d’oro a Cannes nel 2013.

Più che una storia lesbica, è il racconto di formazione di Adèle (Adèle Exarchopoulos), adolescente irrequieta e curiosa che si innamora di una femme fatale torbida come Léa Seydoux e con lei impara ad amare, soffre, si perde e poi, forse, si ritrova. Finalmente donna. E nel mostrare come la sua passione divorante non si discosti poi molto da un tormentato amore eterosessuale sta tutta la grandezza di Kechiche, che per questo film ha vinto la Palma d’oro nel 2013. Citando Roberto Vecchioni, «Forse non lo sai ma pure questo è amore»

[da www.gioia.it].

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