Arte e comunicazione, il dietro le quinte della lettera di Roberto D’amico

Nel #dentrolaStoria di oggi, più che provare ad approfondire un tema specifico della storia vorremmo descrivervi l’esperienza che abbiamo vissuto nella ricerca e nella realizzazione dei contributi di questa settimana. Vogliamo cercare di svelarvi qualcosa del dietro le quinte della preparazione della lettera di Roberto D’amico.

Fase 1: l’incontro con l’artista- Tutti pronti per la partenza per andare a trovare Roberto a casa sua, nel suo laboratorio creativo, nella sua dimora e nel luogo in cui la sua pittura prende vita. La squadra è composta da tre persone: Silvio, munito di telecamera, cavalletto e macchina fotografica; Rosy, la nostra interprete LIS; Io, Tommaso, automunito e pronto a catturare i dettagli della nostra storia. L’arrivo non è facile. Ci siamo persi in diverse occasioni e, in alcuni frangenti, ci sembrava di immergerci in un altro mondo. Arrivati, Roberto ci ha accolto e ci ha subito portato a fare un giro per mostrarci i suoi quadri. E qui la prima sorpresa. Io e Silvio siamo rimasti stupiti e anche un po’ imbambolati. Catturati dai capolavori e curiosi di saperne di più, abbiamo iniziato a fare domande di vario genere. Dobbiamo ringraziare Rosy, la nostra interprete preparatissima che pazientemente ha cercato di tradurre i nostri interrogativi e i nostri discorsi.

Fase 2: l’intervista- Mi ero già preparato alcune domande ma non avevo mai fatto un’intervista mediata da un’interprete. È stata un’esperienza particolare, soprattutto perché a volte non comprendevo appieno le risposte e riuscire a far emergere il significato dell’arte e della pittura con le parole non è per nulla facile. Silvio ha coordinato i lavori, Rosy ha reso possibile il dialogo e l’intervista è riuscita. Molte delle risposte all’intervista sono state la base della lettera di questa settimana, oggi vi riproponiamo alcuni passaggi significativi, doppiati con qualche difficoltà e tradotti in Lis.

Fase 3: arte e comunicazione- Tra le diverse sfide di questa storia, ne abbiamo voluto raccogliere una in particolare. Quella di comunicare a tutti. Compresi i sordi che conoscono il LIS (Lingua dei segni italiana). Per questo abbiamo provato a tradurre in questa lingua la nostra lettera, opportunamente modificata per l’occasione. Ancora una volta dobbiamo rivolgere un sincero grazie per il tempo e le competenze che ci ha dedicato. Di tempo in effetti ce n’è voluto parecchio ma speriamo ne sia valsa la pena. Potrete gustarvi il risultato tra qualche giorno, in un video in cui si intrecciano arte e comunicazione.

Tommaso Gavi e Silvio Laccetti al fianco di Roberto D'Amico
Tommaso Gavi e Silvio Laccetti al fianco di Roberto D’Amico

A cura di Tommaso Gavi

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