Attentati in Europa, non c’è stato solo l’ISIS

Il ricordo del 22 marzo scorso è ancora vivo nella nostra memoria. Il giorno degli attentati di Bruxelles persero la vita 31 persone e ci furono 270 feriti. Gli attentatori che si sono fatti esplodere nell’aeroporto di Zaventem sono stati attribuiti al terrorismo di matrice fondamentalista islamica.

Quel 22 marzo la paura ci ha riportato indietro di alcuni mesi, ad una ferita ancora aperta: gli attentati di Parigi. Il 13 novembre 2015 morirono 130 persone per le azioni terroristiche dell’Isis. Anche gli attentati al teatro Bataclan e gli altri attacchi organizzati parallelamente in luoghi pubblici di quotidiana socializzazione erano legati al terrorismo fondamentalista islamico.

Quel 13 novembre ci venne subito in mente l’attentato di Charlie Hebdo. Quella volta fu preso di mira il settimanale satirico francese e con esso fu colpita l’intera libertà di stampa e di opinione. Il 7 gennaio 2015 persero la vita 12 persone e ci furono 10 feriti in un attentato rivendicato in seguito da Al Qaeda e quindi ancora una volta collegato con il terrorismo fondamentalista islamico. In questa fase storica gli attacchi in Europa sono tutt’altro che casuali: collegati alle rivendicazioni geopolitiche dell’Isis che non si fa scrupoli ad utilizzare qualsiasi mezzo per ottenere il tanto agognato Stato Islamico.

Ma non è stato sempre così.

Dal 1995 ad ora l’Europa è stata vittima di 15 attentati ed ha subito 447 vittime, secondo quanto riporta il sito www.linkiesta.it. Oltre all’ISIS sono stati diversi gli attentati collegati alle cellule terroristiche dell’Ira in Irlanda e e l’attentato norvegese di Anders Breivik, terrorista collegato ad posizioni cattoliche estremiste. Sul sito http://www.linkiesta.it/it/article/2015/06/30/terrorismo-dal-1995-gli-attacchi-in-europa-hanno-fatto-piu-di-400-vitt/26500/ è disponibile un approfondimento che ripercorre cronologicamente gli attentati e sintetizza i principali aspetti di ognuno in poche righe, situando anche geograficamente il luogo in cui sono avvenuti.

Un altro interessante studio statistico, commissionato dall’Huffington Post, ha provato a mostrare graficamente il numero delle vittime nel periodo compreso tra gli anni ‘70 e gli attentati di Parigi. https://www.statista.com/chart/4093/people-killed-by-terrorist-attacks-in-western-europe-since-1970/

Dall’infografica di Statista, la società incaricata del lavoro di analisi, balza subito all’occhio che il numero maggiore di vittime è concentrato tra gli anni ‘70 e gli anni ‘80. Già all’inizio degli anni ‘90 il numero di morti legate ad attentati terroristici diminuì notevolmente. Nei primi 15 anni del nuovo millennio ci furono quattro picchi, legati agli attentati di Madrid, Londra, della Norvegia e di Parigi.

Oggi, dopo gli attentati di Bruxelles, resta ancora valido l’interrogativo sollevato dagli autori della ricerca: “Why does it look like the level of fear in Western Europe is so much higher today than in the 1970s and 1980s?” Perché a fronte dei risultati prima esposti il terrore percepito in Europa sembra ora più elevato rispetto al passato?

Tommaso Gavi

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