In autostop da Eindhoven verso la Tunisia, il viaggio di Weam

Molte volte me lo chiedo anche io: “Perché viaggio?”. La risposta è semplice, per quanto complessa: voglio vedere il mondo, fare esperienza. Tutte le volte che si conoscono persone diverse, si cresce. Cresci perché hai a che fare con persone nuove. Dal comportamento delle persone, in relazione al mio, capisco come potrei essere migliore. È molto meglio di fare casa-lavoro, casa-lavoro; di avere semplicemente una vita stabile. Questo non mi interessa tanto, non penso ad una vita troppo seria. In realtà non sono sicuro di  sapere veramente perché viaggio. È diventata una cosa per me naturale. Quando ero piccolo sono stato in un istituto dai 9 ai 14 anni. Per me è stato come essere in una prigione: desolante, molto desolante. Avevo molta voglia di fare amicizie ed è quello che sto facendo ora. Viaggiare è quello che faccio.

weam-grande-i

In autostop da Eindhoven verso la Tunisia- Il motivo, invece, di questo viaggio in particolare è che voglio incontrare mio padre. Ero molto piccolo quando ci siamo separati e non ho un’immagine certa di chi sia. Giusto qualche frammento, una parvenza. Ognuno vuole sapere chi è il proprio padre.  So che lui è tunisino, arabo e così una parte di me la devo ancora scoprire ed è eccitante. Non mi va tanto di lavorare, sono pigro. Viaggio senza soldi. Per me non funziona l’idea di lavorare per mettere da parte denaro. Spendere il tempo a lavorare ma non ad essere felice. Mi aspetto il meglio e di stare sempre bene. Sono partito da Eindovhen con un mio amico e dei suoi amici. Questo amico che ho conosciuto l’anno scorso durante un viaggio -Cesar, una bella persona- lo sono andato a trovare a Dusseldorf.  Abbiamo fatto festa. Qualcuno poi mi ha scritto su facebook dicendomi che se fossi stato stato nelle vicinanze avrei dovuto visitare Heidelberg. Non ero sicuro del perché dovevo iniziare questo viaggio, ma mano a mano ha preso sempre più senso di scendere verso sud anche perchè stava iniziando a fare freddo. Quando ero ad Heidelberg ho capito di voler davvero incontrare mio padre.  È un posto meraviglioso. Molte strutture antiche, graziose architetture. Il tempo era sicuramente migliore dell’Olanda. Mi ha ospitato una ragazza con una famiglia fantastica. Lei mi ha fatto vedere la città che è super bella, situata praticamente al confine della Svizzera.

In seguito ho scritto ad un mio amico che vive in una piccola città della Svizzera sulle Alpi. Sono 14642068_1292513407433541_4272001877001961193_narrivato lì e il mio amico mi ha ospitato in una casa in montagna, trascorrendo un’intera notte a mangiare fonduta e bevendo shots. Ma era giunto il momento di continuare il viaggio. Mi sono spostato da un altro mio amico che ho avuto la fortuna di conoscere in Cambogia due anni fa, lavorando insieme in un bar. A seguire sono andato a Pavia per poco tempo, per poi spostarmi ancora verso la Toscana –Pisa, Firenze ed Arezzo. A quel punto ho deciso che volevo visitare Roma e non potevo di certo farmi sfuggire questa occasione. Stavo facendo l’autostop e, per fortuna, ho incontrato Simone che mi ha portato da un punto all’altro dell’Italia rotolando verso sud. A lui mi sono rivolto in cerca di ospitalità nella capitale. Mi ha dato subito il contatto di un suo amico. Arrivato a Roma ho trovato una vera e propria famiglia ad accogliermi per ben tre giorni.

Weam in una casa di amici a Roma
Weam ospitato a Roma

Gli ostacoli del sentiero- Ci sono vari problemi legati al fatto di viaggiare senza soldi: non sono mai preparato bene alle evenienze, quindi tutte le cose mi servono da lezione. Si deve imparare come fare per sopravvivere e nessuno mi ha detto come si fa ma io lo sto semplicemente facendo, così pian piano riesco a capire cosa può funzionare e cosa no. La cosa difficile è che conosci sempre nuove persone e ti ritrovi a dipendere da loro. Comunque cerco di trattenermi sempre per poco tempo nelle varie città. Il vero problema arriva quando mi ritrovo in città molto grandi. Ci sono molte persone senza soldi come me e vivere in mezzo alla strada è impossibile, più difficile ancora è trovare persone che ti danno una mano. Alle volte ci si sente persi, con lo zaino sulle spalle, mentre si cammina nella grande città. Devi dire a te stesso che questa e’ un’ avventura, che sei felice e che devi fare cose pazze.  Se hai buone intenzioni, le persone ti aiuteranno.

La valigia di un autostoppista- Ho riempito la mia valigia di cose, le più leggere possibili, per non caricare il peso durante i viaggi. Per prima cosa una tenda ed un sacco a pelo ma durante questo viaggio non ho ancora mai utilizzato nulla di ciò; poi sicuramente dei vestiti, cinque paia di calze, cinque mutande, due magliette, due pantaloni lunghi ed uno corto e del materiale per tenermi pulito, uno spazzolino, saponi e un contenitore per la frutta che posso cogliere in giro o che mi viene donata dalle persone. Poi il caricabatterie. Ci sono molti molti per procurarsi del cibo durante un viaggio: molte persone con le quali entri in confidenza ti offrono da mangiare, come ad esempio un sandwich. Raccolgo molte arance, mi piacciono molto, ed anche molti ortaggi, anche i supermercati ti danno una mano. Tutti questi elementi non mi preoccupano: non avverto nessun senso di rimpianto, non avrebbe senso averne. Non do molta importanza ai soldi e quando ne ho un po’ mi piace spenderli per fumare e bere con le persone. Quando posso mangio molti biscotti e cioccolata. Insomma, viaggiare in  questa maniera, senza soldi, mi fa apprezzare di più quello che ho.

Prossima fermata- Oggi non mi sento molto bene, per via del viaggio stancante, ho mangiato poco. Quando devo ripartire, avverto un forte dolore alla pancia e penso che magari domani potrei essere da solo, senza cibo, ma riesco a cambiare questo sentimento negativo in energia positiva, vivo la vita, l’eccitazione è la chiave di tutto.  La prima cosa che farò appena incontrerò mio padre sarà quella di non crearmi troppe aspettative, cercherò di relazionarmi con lui nella maniera più naturale possibile. Cercherò di non iniziare grandi discussioni. Comincerei chiedendogli chi è lui, cosa vuole, parlerei di cose normali della vita, per poi magari salire verso argomenti più importanti. Sono molto stanco. Oggi è una bellissima giornata! Sono molto felice di uscire dalla città e di entrare a contatto con la natura. Ora dovrò trovare un modo per poter viaggiare verso sud, sempre con l’autostop. Nel frattempo ho voluto lasciare questo piccolo frammento della mia vita a chi mi ha accolto a braccia aperte qui a Roma. Le prime pagine di un viaggio che è appena iniziato.

In attesa di potervi aggiornare sulle prossime fermate,
vi lascio questa lettera dalla Realtà
di Weam Conijn

a cura di Silvio Laccetti
traduzione in italiano a cura di Andrea Sonnini

IN HITCH-HIKING FROM EINDHOVEN TO TUNISIA: THE WEAM’S JOURNEY 
traduzione in inglese a cura di Giada Polo

weam-small

I ask myself many times: “Why do I travel?”. The answer is simple, no matter how difficult: I want to see the world, make experiences. Every time you meet different people, you grow. You raise because you deal with new people. I realize how to be a better person thanks to the behavior of the people. This is really better than do home, work, home, work; than simply have a stable life. I don’t care about this stable life, I don’t think about a very serious life. Sincerely, I’m not sure to know why I travel. It has become something natural for me. When I was a child I had been in an Institute for five years (from 9 to 14 years old). It was like being in a prison: distressing, very distressing. I really had the desire to make new friends and this is what I’m doing. Travelling is what I do.

Hitch-hiking from Eindhoven to Tunisia- The reason of this journey is meeting my father. I was very young when we separated ourselves and I don’t have a precise image of him. Just a few fragments, a shade. Everyone wants to know his or her father. I know that he is Tunisian, Arabian, so I still have a part of me to discover, it’s exciting! I don’t really want to work, I’m lazy. I travel without money. In my opinion, working to save money doesn’t work. Spending time working but not being happy. I want the best and to feel always fine. I left Eindhoven with a friend and some friends of him. I went to Dusseldorf to visit this friend who I met during a travel last year- Cesar, a good person. We had a party. Someone wrote me on Facebook that if I had been vicinity, I would have had to visit Heidelberg. I’m not sure why I started this journey, but gradually running down to the south made sense because it began to be cold. When I was in Heidelberg, I realized I really wanted to meet my father. It’s a beautiful place. Many old structures, refined architecture. The weather was surely better than Holland. A girl with an amazing family hosted me. I visited thanks to her the beautiful city, which is at the border with the Switzerland. Then I wrote to a friends of mine who lives in a little city of the Switzerland on the Alps. I came here and my friend hosted me in a mountain house, passing an entire night eating fonduta and drinking shots. But it was time to continue the journey. I moved to another friend of mine who I met in Cambodia two years ago, when we worked in a bar. Then I went to Pavia for a few, and moved again to Tuscany- Pisa, Florence and Arezzo. At the moment I decided that I wanted to visit Rome and I couldn’t lose this opportunity. I was hitch-hiking when I luckily met Simone, who brought me from a point to another of Italy rolling over the South. I called him to find hospitality in the capital city. He gave me a friend’s number. Arrived to Rome I found a real family that has been hosting me for three days.

The obstacles of the way-  There are so much problems linked to travelling without money: I’m never ready for eventualities, so everything gives me a lesson. You have to know how to survive and no one told me how to survive, I’m simply doing this, so I can gradually realize what work and what doesn’t work. The difficult thing is knowing new person and depending on them. However I try to stay a few in the cities. The real problem arrives when I’m in very big cities. There are so many people without money like me and living in the street is impossible, even more difficult is finding people who help you. Sometimes you can feel lost, with a backpack on the shoulders, while you are walking in the big cities. You have to say to yourself that this is an adventure, that you are happy and have to do crazy things. If you have good intentions, people will help you.

The suitcase of a hitchhiker-  I put on my suitcase few things, as light as possible, because I don’t want to add weight during the journeys. First I put a tent and a sleeping bag but during this journey I am not using these; then surely some clothes, five pairs of socks, five pairs of underwear, two T-shirts, two long slacks and one shorter, and something to keep me clean, a toothbrush, soap and a container to bring the fruit which I can get around or the people offer me. Then the battery charger. There are many ways to gain food during a journey: there are many people who you are close to and they offer you something to eat, like a sandwich. I pick many oranges, I like them very much, and also many vegetables. Supermarkets help you, too. All this elements don’t worry me: I don’t have any regrets, it doesn’t make sense. I don’t really gave importance to money and when I have it I like spending smoking and drinking with people. When I can I eat many cookies and chocolate. So, I can value more what I have because I travel without money.

Next stop- Today I’m not feeling well because of the exhausting journey. I didn’t eat so much. When I have to leave again, I have a stomach ache because I think that maybe tomorrow I’m going to be alone, without food. But I can change this negative feeling in positive energy, I live the life. Excitement is the key for everything. The first thing I’ll do when I meet my father, will be not doing expectation, I’ll try to engage with him as natural as possible. I will not try to start great discussion. I would begin asking him who he is, what he wants, speaking about the normal thing of life. Then we would pass to more important issues. I’m very tired. Today it’s a beautiful day! I’m really happy to exit from the city and connect with nature. Now I can find a way to travel to the South, obviously through hitch-hiking. Meanwhile I want to leave this little piece of my life to the people who happily hosted me here in Rome. The first pages of a journey at its very beginning.

I’m waiting for update you about next stop,
I give you this letter from reality
Weam Conijn

 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *