Danilo Menna, il ritmo di una passione

Ogni sera, quando ero piccolo, mio padre tornava a casa da lavoro e la prima cosa che faceva era mettere su un cd degli U2. È ancora oggi un grande collezionista di musica. Subito ho avuto la fortuna di essere trasportato in un altro mondo,il mondo che preferisco, quello della musica. Ho 25 anni, sono di Roma, vivo a Casal Bruciato da sempre e suono la batteria. Sia con i musicisti che con gli artisti e più in generale con le persone, cerco di essere sempre pronto e aperto alla visione di aspetti nuovi da poter apprendere. Questo mi esalta così come mi esalta suonare live. Amo l’energia, il ritmo.

La cosa che può far ridere è che il primo strumento a cui ho approcciato è stato il violino. Tra i due c’è molta differenza. Il caso volle che ad un saggio mi fecero suonare le percussioni e in quella circostanza capii che la strada da percorrere doveva essere un’altra. Il fatto di essere circondato della musica di mio padre in casa mi ha aiutato a lanciarmi in questo immenso mondo.  Così a 11 anni ho iniziato a suonare la batteria e a prendere lezioni. La mia prima esperienza vera e molto formativa ce l’ho avuta intorno ai 19 anni, con tre artisti in particolare: con la cantante Syria, con il percussionista Tony Esposito ed il cantautore Marco Armani. Confrontarmi con professionisti del settore, con persone che tra un consiglio ed una sgridata mi hanno insegnato molto del lavoro che faccio, non solo a livello musicale, è stato fondamentale. Negli ultimi due anni sono stato in tour con Briga e Gemitaiz, due rapper romani. Due esperienze che mi hanno definitivamente proiettato nel mondo del lavoro.  Con gli altri della band ci siamo messi in gioco portando in giro show prodotti interamente da noi e siamo arrivati a suonare in piazze importanti come quelle dell’Home Festival e del PalaAtlantico. Da qualche tempo mi sono legato a DS Drums e Sabian Cymbals, due marchi davvero fantastici.

La musica che amo- Non ho un genere preferito sinceramente, amo la musica di qualità e fatta con il cuore. Può capitare che un giorno io ascolti Avishai Cohen  (contrabbassista jazz israeliano) oppure una band Rock/Industrial come i Nine Inch Nails. Sicuramente in Italia è difficile emergere con un progetto genuino poiché tutta la musica che ascoltiamo è determinata dalla richiesta che c’è, proprio come in economia: c’è richiesta ed offerta. In questo campo è proprio la richiesta a dominare e purtroppo il più delle volte i prodotti sono banali poiché diretti verso chi della musica non ne fa una ragione di vita. Diciamo che la utilizzano come sottofondo delle proprie giornate. Sicuramente a livello internazionale è più facile trovare prodotti validi. Non che qui non ci siano, ma rimangono di nicchia. All’estero questo accade di meno. Se prendiamo gli Stati Uniti come esempio possiamo tranquillamente accorgerci che è più facile trovare progetti interessanti. Essendoci più persone si hanno più tipi di ascoltatori.


Essere musicista significa-
Credo che per diventarlo ed esserlo bisogna avere rispetto del lavoro degli altri, determinazione, impegnarsi tanto ed avere un’apertura verso stimoli esterni. La caratteristica che amo di più dei musicisti a cui sono più legato è quella che poi li rende persone che sanno guardarsi intorno. Non pensano solo alla musica ma amano anche la fotografia, il cinema e prendono spunto da tutto.  Dall’arte della vita per creare musica.

 I miei progetti- Al momento sto lavorando anche a due progetti miei che sono la band Alphawolves, ed un altro del quale posso parlare di meno. Con la band è uscito il nuovo video Bayonets che potete trovare su youtube, o acquistare l’mp3 tutti i digital stores. Suoneremo ad una serata Virgin Radio a breve, e abbiamo tanti pezzi pronti che non vediamo l’ora di far uscire. Dopo aver avuto varie band (Hopes Die Last, The Electric Diorama), con le quali ho girato l’Italia, questa è la prima volta in cui sono veramente felice di far ascoltare qualcosa che sento veramente mio, poiché si ispira a band come Placebo, Marilyn Manson, Nine Inch Nails che io amo particolarmente.

Al futuro non ci penso. Cerco di non far scappare via il presente che viaggia molto velocemente, di prendermi quello che la vita può darmi. Voglio continuare ad avere la libertà di potermi esprimere e di suonare, suonare e ancora suonare.

Sicuramente mi vedrete ancora in giro con Briga e Gemitaiz.
Nel frattempo ecco la mia lettera dalla realtà
di Danilo Menna

a cura di Silvio Laccetti
foto di Anna Di Rocco

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