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Erasmus: il programma che ci fa sentire un po’ più europei

In questi mesi l’Unione europea è stata messa alla prova sotto numerosi fronti e in molti l’hanno definita un “sogno mancato”, con riferimento alle promesse non mantenute. Tra i successi dell’Europa, però, c’è n’è uno che è riconosciuto che a livello legale dall’università di origine, è un’esperienza che va ben oltre la descrizione prima riportata. Ma non voglio togliere loro la possibilità di raccontarvelo direttamente.

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Il progetto Erasmus, il cui acronimo è European Region Action Scheme for the Mobility of University Students, fu creato nel 1987. Il nome fu scelto con riferimento al noto umanista olandese del XV secolo, Erasmo da Rotterdam. Dal 2014 il progetto è stato rinominato di Erasmus+ per l’istruzione, la formazione, la gioventù e lo sport. Il nuovo programma, previsto dal Regolamento UE N 1288/2013 ha riunito e integrato le varie iniziative dell’UE legate all’apprendimento, ai giovani, allo sport e alla cooperazione internazionale. Secondo quanto si apprende dal sito web ufficiale http://www.erasmusplus.it/erasmusplus/erasmus/ per il periodo 2014-2020 sono stati stanziati 14,7 miliardi di euro, con un incremento di fondi finalizzato al coinvolgimento di paesi terzi e all’inserimento di iniziative di mobilità per l’istruzione  superiore.

 

Attualmente aderiscono al programma Erasmus i 28 membri dell’Unione Europea: Austria, Belgio, Bulgaria, Cipro, Croazia, Danimarca, Estonia, Finlandia, Francia, Germania, Grecia, Irlanda, Italia, Lettonia, Lituania, Lussemburgo, Malta, Paesi Bassi, Polonia, Portogallo, Regno Unito, Repubblica ceca, Romania, Slovacchia, Spagna, Svezia e Ungheria. Aderiscono anche paesi che non fanno parte dell’Unione Europea: Islanda, Turchia, Liechtenstein, Ex Repubblica di Macedonia e Norvegia. Infine, per alcune iniziative più specifiche, dovrebbero essere coinvolti in un prossimo futuro anche altri paesi “partner”: Albania, Serbia, Montenegro e Bosnia Erzegovina.

Ma quanti italiani hanno effettivamente usufruito di questo programma europeo? Si stimano circa 3,3 milioni di studenti Erasmus che hanno studiato all’estero, prendendo in considerazione il numero assoluto a partire dal 1988. Secondo i dati diffusi dalla Commissione Europea, nell’anno accademico 2013-2014, sono partiti più di 272 mila studenti europei.  L’Italia con più di 26mila giovani universitari si piazza al quarto posto della classifica assoluta europea, dietro a Spagna, Francia e Germania. Tuttavia se si considera la percentuale di studenti Erasmus rispetto al totale degli iscritti nelle università italiane la classifica cambia dal momento che la percentuale resta ancora molto bassa. Cosa aspettate ad iscrivervi al prossimo Erasmus? Chi non può, non sa quel che si perde.

a cura di Tommaso Gavi

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