Graffiti, Street Art, Muralismo: evoluzione e distinzioni

Questa settimana raccontando la storia di Luca Hoek ci siamo immersi nel mondo dei graffiti che noi, nel titolo della lettera, abbiamo messo sotto il nome di ‘Street Art’. Lo abbiamo fatto per esigenze di sintesi anche se, al dire il vero, Luca Hoek ha iniziato a disegnare realizzando graffiti. Il nostro Imbuto, per fare chiarezza sulle differenze che vi sono all’interno di questo mondo, vi propone oggi un’interessante articolo pubblicato per la prima volta sul sito rue89.nouvelobs.com e poi ripreso e tradotto successivamente da legrandj.eu.

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(da: legrandj.eu) Negli ultimi tempi, in particolare dopo il successo planetario di Banksy, i grandi media parlano tutte le settimane di arti urbane: mostre di street art in galleria, aste di graffiti, “musei a cielo aperto” o repressione del vandalismo. Il riconoscimento delle arti urbane da parte del pubblico e dei media ha raggiunto un punto molto elevato. Nonostante ciò, mi stupisco per l’assenza di una distinzione tra le diverse anime che compongono questo movimento artistico. Il loro raggruppamento sotto il termine “street art” è molto comodo, ma confonde più che chiarisce. Ho quarantanni e seguo le arti urbane fin dal 1984, cioè da quando comparve in televisione la trasmissione televisiva “Hip Hop”, diretta da Sydney [continua a leggere].

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