Il 21 marzo e il volontariato con LIBERA raccontati da Silvia

Sono Silvia e sono da poco laureata in Giurisprudenza. Ho iniziato da poco questo percorso di specializzazione molto faticoso e dal 2012 faccio volontariato con LIBERA, associazioni nomi e numeri contro le mafie fondata da don Luigi Ciotti e altre persone nel 1995. L’obiettivo con cui è nata LIBERA è quello di unire tutte le realtà sociali accomunate dal tentativo di combattere le organizzazioni criminali. La ricchezza di LIBERA è che non è un’associazione, ma un’associazione di associazioni e questo è evidente anche nelle attività che svolgiamo come volontari sul territorio.

LIBERA e il 21 marzo- Il 21 marzo oltre ad essere l’inizio della primavera è anche la data che LIBERA ha scelto, fin dalle sue origini, come “Giornata della memoria e dell’impegno in ricordo delle vittime innocenti di tutte le mafie”. Viene celebrata dal 1996 per ricordare quel lunghissimo elenco di vittime di mafie, persone che hanno perso la loro vita mentre stavano lavorando o addirittura semplicemente camminando per strada. LIBERA abbraccia i familiari delle vittime di mafia che si trovavano ad elaborare questi lutti terribili. Cerca di farlo ogni giorno, anche semplicemente con il fatto che i presidi sono intitolati a vittime di mafia. Oltre a ricordarle come vittime cerchiamo di ricordare queste persone e le loro storie: per noi è importantissimo il significato della loro vita più che quello della loro morte. Oltre a ricordare quotidianamente le vittime, LIBERA lo fa in modo particolare nella data del 21 marzo. Dall’anno scorso è in Parlamento la legge per riconosce istituzionalmente a livello nazionale questa giornata. La legge è stata recentemente approvata e nessun tipo di istituzione può far finta di niente, almeno in questa data.

Il presidio dei Castelli Romani- Io faccio parte del presidio Castelli Romani. Ne sono stata referente e adesso semplicemente partecipo, dopo aver passato il testimone. Quando abbiamo ottenuto una sede dal comune di Ariccia, abbiamo deciso di intitolare il presidio a Natale De Grazia. Natale De Grazia era un capitano di Marina militare che morì nella notte tra il 12 e il 13 dicembre del 1995 mentre indagava sulle cosiddette “navi dei veleni”. Navi cariche di rifiuti tossici e radioattivi che sembrano essere state affondate nel mar Mediterraneo anche se non c’è ancora una verità giudiziaria. Natale De Grazia che faceva parte del pool investigativo e morì in circostanze del tutto misteriose. Inizialmente furono attribuite alla sua morte “cause naturali” ma nel 2013 una commissione parlamentare di inchiesta ha riaperto il caso ed ha smentito nero su bianco questa teoria. Si è ipotizzato l’avvelenamento anche se tutti i fatti restano ancora senza una spiegazione.

Cosa mi porto dal 21 marzo- Paradossalmente a mio parere il 21 marzo lo vivono molto di più i cittadini e gli studenti che stanno in piazza rispetto ai volontari di LIBERA, molto presi dall’organizzazione. Rispetto a questa giornata ricordo molti episodi di imprevisti dell’ultimo minuto e volontari trasformati dall’ansia. Il ricordo più bello che ho di questo evento però è l’esperienza di sentire la forza del gruppo. Il presidio è tale perché mette in relazione più persone e crea gruppo. Questo vale anche e soprattutto nella lotta alla mafia: per combattere il fenomeno mafioso dobbiamo fare rete.

L’esperienza di LIBERA- E’ un mezzo di cui disponiamo per raggiungere altro. Per raggiungere obiettivi prefissati che sono poi quelli che ci permettono di vivere meglio, in una società più giusta e più equa. La forza che ha avuto LIBERA in questi anni è stata quella di dimostrare che la legalità conviene, che un’economia legale è possibile e che la legalità a livello politico, culturale, sociale ed economico è conveniente. Quanto spesso si sente ripetere “sono tutti uguali”, “lo Stato è mafia”, “le istituzioni sono corrotte”, come facciamo? Da che parte iniziamo? Secondo me si può partire sia attraverso il riuso sociale dei beni confiscati sia attraverso il ricordo delle storie delle vittime di mafia. Questi testimoni ci hanno dimostrato che un’altra politica è possibile, un’altra economia è possibile ma lo è se ci uniamo, se non ci lasciamo mai intimorire, se non ci lasciamo corrompere mai: se teniamo le schiene dritte e le teste alte e rimaniamo uniti senza lasciare nessuno solo in questo percorso.

Natale De Grazia

La vita del presidio- Le attività di un presidio di LIBERA sono molte ed in molti campi. Principalmente il lavoro con le scuole del territorio per coinvolgere gli studenti in percorsi a lunga scadenza. Non vogliamo lanciare “messaggi spot”. L’obiettivo è crescere insieme. Molte volte gli studenti ci trasmettono più di quello che noi riusciamo a trasmettere loro. Nella mia esperienza ad un certo punto il messaggio di LIBERA è diventato uno stile di vita, un modo di approcciarsi a tutte le scelte che compiamo nella vita. LIBERA per me è diventata un sistema di valori che mi permette di fare delle scelte.

Un’altra importante attività è legata al riuso dei beni confiscati, con il tentativo di mappare questi beni e cercare di capire insieme alle amministrazioni comunali se è possibile dare una nuova vita ed una nuova destinazione a questi beni. Nel tempo abbiamo organizzato anche altre attività: la campagna “Riparte il futuro”, di anticorruzione in vista delle elezioni comunali; la campagna illuminiamo la salute, sulla corruzione nella sanità. Ci sono molti campi ed ognuno in base alle sue passioni ed al suo talento può dare un suo contributo che arricchisce gli altri.

LIBERA nella mia vita- L’influenza di LIBERA nelle mie scelte di vita? C’è stata sicuramente ma in modo diverso rispetto a quello che ci si potrebbe aspettare. Prima ho detto che ho studiato Giurisprudenza ed il mio sogno è quello di diventare magistrato. Ce la sto mettendo tutta per realizzarlo. Ma quello che ho capito in questi anni, vivendolo anche da vicino, è che ogni lavoro ha la sua dignità. Non ci sono i più forti ed i più deboli nella società. Quindi diventare magistrato è il mio sogno ma starei bene in qualsiasi altra situazione. Imparare a stare bene con gli altri, condividere, crescere insieme agli altri, chiunque essi siano: questo un po’ me lo ha insegnato LIBERA.

Un messaggio per i lettori- Il messaggio per tutti coloro che seguono il blog Lettere dalla Realtà è quello di prendere contatti con noi e iniziare a sperimentare questa realtà. Potreste finire poi in altre associazioni però quello di LIBERA è un cammino che, almeno per un periodo più essere molto importante. Insegna a stare con gli altri, anche oltre al valore della legalità come strumento di giustizia sociale. Insegna l’umiltà, insegna la condivisione, insegna la responsabilità. Se questi valori si iniziano a sperimentare in una piccola associazione poi diventano importanti anche nel proprio percorso di crescita. I gruppi sono molto vari e al loro interno ci sono persone di diverse generazioni, impegnate in diverse professioni: dal professore al pensionato, dallo studente all’universitario. È un mondo veramente ricco quello di LIBERA.

Cosa aspettate a contattarci? A presto!
Intanto vi lascio la mia lettera dalla realtà
di Silvia Barbieri

a cura di Tommaso Gavi

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