#letteredalSirenFestival: volti e storie

Quattro lunghi ed intensi giorni all’insegna della musica indipendente ci hanno tenuto impegnati per cercare di raccontarvi, a nostro modo, la terza edizione del Vasto Siren Festival. Per farlo, abbiamo cercato di darvi una prospettiva diversa per quanto riguarda il valore di questa rassegna, divenuta ormai una realtà nel panorama musicale internazionale. Abbiamo raccolto per voi delle lettere, nel nostro stile: piccoli ‘frammenti di vita’ dei veri protagonisti di questo festival, le persone.

[LEGGI anche #letteredalSirenFestival: arrivati a Vasto]

DAY 3: #letteredalSirenFestival
L’ultima giornata del Siren Festival 2016, come fatto in precedenza, ve l’abbiamo voluta raccontare attraverso il parere dei veri protagonisti di questa rassegna. Ecco le #letteredalSirenFestival raccolte nella giornata di ieri.

collage-giorno-3-iFederico Mancini- Vivo a Macerata e sono un tecnico informatico. Il Siren è un gran festival, ma per motivi lavorativi sono mancato nelle precedenti edizioni e quest’anno non me lo potevo perdere. La location è suggestiva e l’organizzazione è ottima. Siamo stati nella riserva naturale di Punta Aderci. Siamo stati bene anche lì, nonostante il tempo che non sembrava volerci dare una mano.

Giulia , Chiara, Alessia e Silvia- A Vasto per il Siren Festival. Siamo in città da giovedì. Abbiamo scelto il Siren principalmente per gli artisti, su tutti i The Notwist e gli Editors. Ci ha molto colpito Palazzo d’Avalos ed i suoi concertini nel cortile. Oggi siamo stati  nella spiaggia di Mottagrossa. Veniamo da Benevento e torneremo sicuramente. Da questa sera ci aspettiamo un qualcosa in più non solo dagli artisti, ma anche dalle persone: un maggiore coinvolgimento.

Luca Di Garbo- Romano. Mi occupo di comunicazione e marketing, oltre ad essere un grande appassionato di musica indie. Infatti organizziamo anche noi qualcosa in provincia di Palermo su questo genere. Qui per i The Notwist, li seguo da molto tempo.  Questa sera? Musica di rispetto, l’atmosfera non manca, il tempo regge, beh…  ci sono tutte le premesse per una grande serata.

Luigi Mazzucchi. Mi chiamano tutti Gigi e sono un fotografo di Lodi. Sono qui con la mia fidanzata, entrambi conoscevamo Vasto come località, ma quest’anno volevamo vivere l’esperienza del Siren festival. Cosa scegliere di Vasto? Il centro storico è importante; è così bella ed è difficile scegliere un posto preferito.

Saskia- Vengo dal nord della Germania e sono stata in Erasmus a Milano. Siamo in Italia da due settimane e scegliere di fermarsi a Vasto è stata sicuramente una ‘good idea’ ,  ovviamente sotto consiglio di amici. Siamo qui in campeggio. Il festival è carino ed ha qualcosa di speciale, soprattutto per la location tra i palazzi del centro storico. La combinazione tra musica e location è perfetta. In festival come questo incontriamo tante persone e qui sicuramente è successo. Torneremo? Non è esattamente economico tornare qui dalla Germania, ma mai dire mai.

Max- Siamo in Italia da una settimana e veniamo dal Lussemburgo. Appena saputa la line-up del festival abbiamo colto la palla al balzo. È un festival piccolo, ma tutto da gustare. Il posto è bello, la gente è carina ed avete un buon vino ed anche buon cibo. Una foto? ‘I need a beer…’.

Antonia 31 anni, cooperatrice e Simone, 27 anni e giornalista, entrambi da Roma. Eravamo al terzo appuntamento… e poi: “ti va di venire al Siren con me? Perché no…”. Con un botta e risposta ci siamo innamorati! Ci siamo anche promessi che se fossimo stati ancora insieme, ci saremmo tornati ed eccoci qui, per il secondo anno consecutivo. Vasto è bellissima e questo festival è assolutamente differente da tutti gli altri in Europa. E che dire ancora? Il pubblico è favoloso, c’è grande facilità nel conoscer gente e scambiare due chiacchiere.

Alessio e Aria- In questi anni abbiamo la fortuna di prendere parte ad un sacco di festival e ci piace girare il mondo, unendo alla passione per i viaggi, quella per la musica. Il Siren Festival lo abbiamo scoperto lo scorso anno ed è stato subito amore a prima vista. Anche quest’anno siamo partiti da Bologna per non perderci questo appuntamento e non ne siamo rimasti delusi.

Vasto (Ch), 23 luglio 2016

DAY 2: #letteredalSirenFestival

collage-secondo-giorno-iSecondo giorno ed è subito tempo di storie. Il Vasto Siren Festival è entrato nel vivo del suo programma da ieri pomeriggio e, dopo la prima serata [LEGGI] siamo tornati in mezzo alle tantissime persone che hanno scelto questo festival. Tra un concerto e l’altro ci siamo fermati a parlare con i veri protagonisti di questa rassegna: le persone. Abbiamo chiesto di parlarci un po’ di loro, facendoci spiegare il motivo per il quale hanno scelto il Siren Festival.

[LEGGI anche #letteredalSirenFestival: arrivati a Vasto]

Stefano Delia- Sono un dj chietino e scrivo per alcuni magazine di musica. Partecipo al Siren Festival dalla prima edizione e sono tornato per la buona musica, essendo molto appassionato dei gruppi partecipanti in questa edizione. Il festival regala entusiasmo e suggestione, grazie ad un fantastico incontro tra natura e musica. Qui sembra di non essere in Abruzzo, dato che giriamo l’Italia, a volte l’Europa, per partecipare ad eventi come questo. È bello avere il Siren Festival ad un’ora da casa. Ed è proprio qui che, due anni fa, ho conosciuto il mio amico Alessandro.

Alessandro Rondindone- Sono uno studente universitario di giurisprudenza ed ho partecipato a tutte le edizioni del Siren. Mi hanno portato qui la prima volta i The National, che seguo un po’ in tutta Italia appena solcano il confine. Qui siamo tutti amici, si condivide molto grazie alla musica, indifferentemente da nord e sud.

Simone Formisano- Napoletano, batterista e studente di biologia, di 23 anni. Sono arrivato a Vasto intorno alle 11.00 e principalmente per gli Editors. Posso dire poco, se non che sono rimasto colpito dalla bellezza dei palazzi storici della città. Si respira un bel clima, anche se ci vorrebbe una migliore organizzazione. È bello ascoltare musica così, vista anche la location suggestiva. Non è il solito palasport, ma siamo in un piccolo centro cittadino, è tutto molto intimo.

Claudia Lanza- Ho 32 anni ed ho vinto un biglietto grazie al contest organizzato sulle pagine social del festival.  È collage-secondo-giorno-2-ila prima volta a Vasto e di conseguenza anche al Siren Festival. Che bella vista appena sono arrivata…

Feliciano Novembre- Ho 31 anni e vengo da Noci, in provincia di Bari. Sono qui insieme a Claudia, che mi ha gentilemente regalato uno dei due biglietti vinti. A primo impatto mi sento pentito di non esser stato presente nelle precedenti edizioni.

Martina Moretti. Sono di qui vicino, quasi di casa. Vengo da Casalbordino, sono laureata all’Accademia delle Belle Arti di Roma e faccio la pittrice. Mi chiedete perché sono al Siren? Principalmente per la tipologia di musica che ascolto, tra cui gli Editors e Gold Panda. Sulle passate edizioni non posso non citare Jon Hopkins e James Blake, ma ci sarà buona musica anche quest’anno.

Giacomo Colloridi- Sono uno studente di letteratura, musica e spettacolo alla Sapienza di Roma. Siamo arrivati a Vasto attraverso un passaparola con i nostri amici, che ci avevano parlato bene delle precedenti edizioni. Ma con James Blake è una cosa normale. Ci auguriamo buona musica e tanto, tanto, divertimento!

Melinda Serafini ed Assia Di Giorgi- Siamo entrambe di Livorno. Siamo a Vasto per la buona musica. Il Siren in tre parole? Musica, serenità e divertimento.

Manuela Di Benedetto- Ho 26 anni e sono una graphic designer. Per me è la prima volta al Siren, però ritengo che attraverso la musica italiana il festival abbia richiamato più gente. Si, c’è stato una sorta di sdoganamento della musica indipendente italiana. Volevo vedere l’ambiente e respirare il clima di un festival di questo tipo portato in Abruzzo. È strano essere a due passi da casa…

Monica Noni- Vengo dalla provincia romana e sono una barman. Da due anni e mezzo lavoro a Roma. L’organizzazione ci ha chiamato per lavorare in questo evento. Prima d’ora non avevo mai sentito parlare di Vasto. Ma dov’era? Ne sono rimasta estremamente colpita … .

Vasto (Ch), 22 luglio 2016

interviste a cura di Nicola Stivaletta
foto di Silvio Laccetti

[LEGGI anche #letteredalSirenFestival: arrivati a Vasto]

1 thought on “#letteredalSirenFestival: volti e storie”

Rispondi a Fabio Annulla risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *