Luca Hoek, dai graffiti al mondo dei tatuaggi

Un semplice disegnatore o, se vogliamo fare gli “splendidi”, un artista. Vivo da sempre alla Magliana, a Roma e a breve aprirò il mio studio di tatoo. La passione per il disegno- su ogni tipo di superficie intendiamoci- è nata molto prima di quella per i tatuaggi. Per sedici anni ho praticato la Street Art, vivendo a pieno il mondo dei graffiti. Matte painter per film tv e cinema, props artist per i cartoni, texture artist 3D, grafico, decoratore per esterni e interni … diciamo che le ho provate un po’ tutte e non contento mi sono buttato anche sulle arti marziali, così per inseguire la “via della spada e del pennello” – pensiero a cui tengo molto e tengo anche a sottolinearlo. L’amore per il disegno come detto nasce tanti anni fa e ancora oggi è la cosa che più amo fare.

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La prima volta che mi sono avvicinato ai graffiti è stato al primo anno di liceo artistico. Ho avuto la fortuna di farlo insieme ad un amico che già praticava e che quindi mi ha fatto capire come funzionava il tutto. Dopo qualche anno ho capito che la mia ricerca artistica doveva passare dalle lettere ai puppet che mi affascinavo. Sono cresciuto vedendo i lavori di Bol Kemh Tromh ma sopratutto di Gojo, quest’ultimo prima punto di riferimento e poi diventato un grande amico.

la volpe a tre code di Luca Hoek
la volpe a tre code di Luca Hoek

I lavori a cui sono più legato sono quelli che ho fatto per strada illegalmente. Il problema è che molti sono ormai stati cancellati ma è il bello dei graffiti è che “nothing last forever”.  A parte questo, c’è un mio muro a Casal Bernocchi che ritrae una volpe a tre code di cui vado molto fiero. Per questo lavoro non smetterò mai di ringraziare le persone del quartiere che mi hanno dato l’opportunità di farlo.

Il bello ed il brutto di questo lavoro- Diciamo che mi piace parlare dei lati positivi, le negatività ci sono ovunque. La difficoltà di tracciare una bella linea, il gusto di passare il colore compatto ma sopratutto la soddisfazione sul volto del cliente ed i relativi complimenti che non fanno mai male. Aver dipinto con gente che reputavo “potente” quando ho iniziato e poi averli visti diventare compagni di un movimento in cui si ha comunque la possibilità di lasciare un segno, questo mi ha reso e mi rende tuttora soddisfatto di questi anni di faticosa ricerca artistica, non ancora conclusa. Naturalmente non sono mai soddisfatto al 100% e so che posso migliorare ancora tanto.

Attualmente non ci sono limiti nella Street Art. Ormai è venduta come un prodotto dalle gallerie. La cosa che dovrebbe preoccupare è che chi è contento di questa Street Art non capisce ancora i graffiti e forse non li capirà mai, perchè in fondo la gente ama le cose semplici ed i graffiti non lo sono. Obbiettivi per il futuro? Non voglio essere banale: diventare cintura nera di Hilot Saoma.

Intanto vi lascio la mia lettera dalla realtà,
di Luca Hoek

a cura di Silvio Laccetti

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