Lucrezia senza più quel segreto: “Mamma, mi piacciono le ragazze”

Avevo 16 anni. Da anni giocavo a calcio. Ero spesso a contatto con compagne di squadra fidanzate tra loro ma non mi facevo domande, però sapevo. Spesso uscivo con ragazzi, ho avuto anche qualche relazione un po’ più lunga. Stavo bene ma il tutto si fermava al grande ostacolo che divide tanti amici: il ‘ti voglio bene’, nulla di più. Un giorno una ragazza mi chiese di prendere un caffè. La mia reazione fu totale confusione, mani sudate, agitazione e un febbrone da cavallo.  Mai provate sensazioni del genere. Diventai per la prima volta ingestibile con qualcuno. Per la prima volta ero debole, fuori controllo. Alla fine ci uscii ma venne anche una mia amica -evidentemente appiccicosa- in quanto io ero troppo timida per dire ad alta voce che era un’uscita a due. Fu un vero disastro.  La ragazza che mi chiese di uscire, Giorgia, era un’irrecuperabile latin lover e non mi diede mai una seconda possibilità. Restò per anni la mia idea fissa e cominciai anch’io a vivere veramente credendo come ogni adolescente che avrei vissuto in attesa di quella ragazza stronza e bellissima. Ovviamente mi innamorai platonicamente un migliaio di altre volte. Questa è stata però l’occasione in cui mi sono resa conto di essere lesbica, anche se nel mio cuore l’ho sempre sentito. Fin da piccoli, tutti ti trattano senza remore come l’altra metà di una parte maschile da colmare, quindi fino ai miei 16 anni mi sono comportata come era “normale” che fosse, ma da sempre ho avuto un atteggiamento diverso verso le bambine e le ragazze. Apparivo fragile, nuda, in balìa delle emozioni, quando invece coi maschietti sono sempre stata la parte forte, quella con cui confrontarmi, con cui stringere le amicizie più strette e schiette, sincere e leali.

Tutto il mondo fuori – Questa scoperta non mi ha imbarazzato ma mi sono sentita denudata delle mie certezze. lucrezia-con-amiche-iFortunatamente ho una famiglia che mi ha sempre lasciata libera di poter fare, dire e sbagliare in ogni modo. Ho avuto paura della reazione di mia madre, stupidamente portata dal pregiudizio che invece la gente ha, non lei. Ricordo che al liceo una mia amica, eterosessuale, si prese una bella cotta per me e io di lei. Fu il mio primo bacio e l’amore più breve,  pudico  e adolescenziale che ho avuto. Un giorno lei sotto un banco mi prese la mano, una sua amica ci vide e reagì male. La sbatté al muro urlandole che non era normale e che doveva ricordarsi che le piaceva l’ “altro sesso”, non le ragazze. Di quello avevo paura, delle coetanee che cominciavano già in una prima fase della formativa a promuovere razzismo. Oggi non ho paura: sono infastidita di dover essere etichettata e trattata da diversa. Non comprendo ancora perché per le persone sia importante con chi si va a letto, a chi si stringe la mano dormendo e con chi si litiga quando si è nervosi. Abbiamo permesso che diventasse un caso pubblico la propria sessualità, in questo modo esistono tantissimi omosessuali che per paura di affrontare questo caso pubblico non affrontano nemmeno la propria sessualità con se stessi.

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Lucrezia al fianco della madre il giorno della sua laurea

Mamma, mi piacciano le ragazze – Dopo queste esperienze decisi di parlare con mia madre (mio padre è venuto a mancare quando ero piccina – spesso mi sono anche sentita dire che sono ‘diventata lesbica’ perché ho dovuto colmare la mancanza della figura paterna … niente di più falso). Le dissi: “Mamma, credo che mi piacciano le ragazze”. Lei semplicemente mi disse che lo aveva sempre saputo, perché una madre sente e ama il proprio figlio. Nel suo caso, attendeva soltanto che il tempo facesse la sua parte. Aggiunse solamente che avrei dovuto stare attenta alla reazione del mondo che mi circondava, perché a volte può ferirti. Mi sono sempre chiesta come l’avrebbe presa mio padre. Mi sono risposta che se un genitore ti ama veramente non può permettersi di adirarsi per ciò che sei, perché la propria sessualità è come il colore dei capelli e tuo padre non può ‘incazzarsi’ se li hai rossi e non biondi. Quindi ho sempre creduto che lui, vedendo me felice e sempre sincera nei confronti della vita,  non avrebbe potuto fare altro che essere dalla mia parte. Mia madre, nonostante i nostri 41 anni di differenza, mi ha permesso di parlare sempre di tutto, delle ragazze con cui ha sempre avuto dei rapporti di affetto molto stretti. È stata la mia forza continua, sempre a testa alta nel rivendicare orgogliosamente ogni giorno ciò che sono. E’ venuta anche a due Gay Pride romani. Ha insistito fortemente per esserci e per me è stato commuovente. Ogni figlio dovrebbe potersi sentire fiero dei propri genitori.

Un futuro in due – Ho conosciuto la mia compagna quasi due anni fa, in uno dei momenti più brutti della mia vita. Ma è proprio quando credi che non ci sia più niente di bello, quello è il momento che riesce a stupirti. Così è stato. E ancora non ci credo. Ci siamo conosciute grazie ad un applicazione (chat di incontri), entrambe totalmente avverse a queste modalità  di approccio. Io l’ho fatto per scommessa con una mia amica, l’ho scaricata e tenuta lì. Valentina, la mia compagna, mi ha scritto e qualcosa mi ha detto che dovevo rispondere. Uscivamo entrambe da due storie di poche settimane. Dopo cinque mesi abbiamo preso la decisione di vivere insieme.  Per il momento abbiamo una pesciolina, Nemina, e tre gatti stupendi  (Greta, Leonardo e la piccola Miele). Di figli ne vorremmo tre. Già ci sono i nomi… . Io e Valentina abbiamo dodici anni di differenza che di solito non percepisco quasi mai. Per il discorso figli ovviamente lei, avendo 37 anni, vorrebbe accelerare i tempi. Per il momento ci alleniamo a fare le mamme coi nostri cuccioli.

Lucrezia al fianco della sua compagna
Lucrezia al fianco della sua compagna

Lo stato, la nuova legge –  È una buffonata. Non l’hanno fatta passare per escamotage politici, (premetto che non  seguo la politica per evitare collassi psicosomatici) e poi l’hanno ridicolizzata rendendola una macchietta per chi si accontenta. Non ci siamo mai accontentati: con il voto alle donne  è mutato profondamente il nostro assetto sociale, ma anche in quell’occasione cosa c’era da festeggiare? Il riconoscimento di una discriminazione? Ogni periodo storico conosce il succube del momento, ora è la fase dei gay, prima come portatori di AIDS, ora come froci e lesbiche da strapazzo.  Questa legge non mi rappresenta, manca la parte fondamentale dell’adozione del figlio e i suoi vari compromessi hanno fatto perdere anche l’entusiasmo del risultato. La soluzione non è quella di fuggire. Non mi vedo fuori dall’Italia per il momento e non abbiamo intenzione di sposarci all’estero, amiamo il nostro paese ma ci sentiamo anche fortemente denigrate come persone di serie B.

Il 2016 – Essere gay nel 2016 è sicuramente molto più semplice dei decenni passati ma solo nelle grandi città. Se si torna nei molti paesini il tempo non passa mai e ci sono ancora molti limiti culturali ad accettare questa situazione. Nei piccoli centri si sente ancora profonda e radicata la cultura del “sei diverso quindi non mi piaci”. Per molti essere gay è moda. Essere gay nel 2016 è ancora complicato, il cammino è lungo. Quando verremo accettati purtroppo ci sarà ancora qualcos’altro ad essere preso di mira. Probabilmente il transessualismo. Troppe persone ancora oggi credono che i gay vogliano cambiare sesso. Vorrei che la cultura ci aiutasse a conoscerci veramente, a togliere le etichette e accettare che siamo una massa di puntini diversi ma incastrabili tra loro. Vorrei che si desse peso all’ opinione secondo cui dare diritti diseguali alle persone è già la base di una discriminazione. La mia speranza è che i nostri figli possano un giorno farsi una grossa risata su questa discriminazione ridicola e, con intelligenza e consapevolezza, accettare la diversità.

Con la speranza che i nostri figli possano vivere in un mondo migliore,
una Lettera dalla Realtà di Lucrezia Lanzi

a cura di Nicola Stivaletta

3 thoughts on “Lucrezia senza più quel segreto: “Mamma, mi piacciono le ragazze””

  1. una storia a lieto fine, dico di non nascondere mai i propri sentimenti ovunque siano indirizzati, in un mondo pieno di crudeltà di ogni genere, c’è ancora chi non accetta due persone dello stesso sesso che si vogliono bene e che si amano. purtroppo c’è ancora tanta ignoranza in materia, auguro che questa legge appena approvata sia solo un inizio per poter realizzare i propri sogni. auguro tutto il bene possibile alle persone che esprimono l’amore liberamente, perché amare una persona e bello.

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