Michael Moore ed il modello finlandese in ‘Where to Invade Next’

Lo stato maggiore del Pentagono è sconfortato per aver perso tutti i conflitti armati a cui gli Stati Uniti hanno preso parte dopo la seconda guerra mondiale. Michael Moore si propone di “invadere” da solo l’Europa per conquistare diversi stili di vita da introdurre nella propria patria. La missione inizia in Italia, con l’intervista ad una coppia di Firenze, seguita da una visita all’azienda di abbigliamento Lardini e all’industria motociclistica Ducati, durante cui il registra scopre che in Italia i lavoratori dipendenti ricevono la tredicesima mensilità e godono di 30-35 giorni di ferie (in aggiunta ai giorni festivi e ai 15 giorni di permesso matrimoniale), le lavoratrici in gravidanza hanno diritto a cinque mesi di assenza pagata, gli operai possono fare una pausa-pranzo di due ore, il tutto con piena soddisfazione degli amministratori delegati delle aziende che ritengono che il benessere lavorativo dei dipendenti aumenta la produttività.

Moore si sposta in Francia, dove vi sono ottime mense scolastiche, per poi studiare il sistema rieducativo delle carceri norvegesi, la liberalizzazione delle droghe in Portogallo, le cure ginecologiche gratuite in Tunisia e le pari opportunità in Islanda. Il viaggio termina, non prima di aver visitato gli operai dell’industria tedesca Faber-Castell (che, pur lavorando solo 36 ore, ricevono un salario equivalente a 40 ore e possono rilassarsi alle terme a spese dell’azienda), l’università gratuita in Slovenia e le ottime scuole finlandesi che si basano su un limitato numero di ore di insegnamento. Al termine del film, Moore si rammarica del fatto che molte di queste “conquiste di civiltà” europee erano state in realtà già raggiunte negli Stati Uniti nel passato, ma poi perse a causa del capitalismo disumano e della corsa al profitto.

[da: Wikipedia]

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È proprio rispetto al sistema educativo finlandese descritto nel documentario che abbia voluto proporvi questo film, in linea con la storia della settimana.

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