Rio 2016, tutto ciò che c’è da sapere

Questa settimana Isotta, volontaria alle olimpiadi di Rio 2016, ci ha raccontato la sua storia. Abbiamo ascoltato le sue parole nel reportage video della settimana. Oggi vi proponiamo un approfondimento sulle olimpiadi. Chi meglio di un blog dedicato ai temi olimpici avrebbe potuto aiutarci? Il dentrolaStoria che vi proponiamo oggi è stato curato interamente dal blog Giochi Olimpici & Paralimpici – I colori dello Sport, che il 13 aprile 2016 ha fatto il suo debutto, occupandosi proprio della manifestazione. Ringraziamo l’intera squadra per la collaborazione e per averci messo a disposizione un resoconto puntuale su Rio 2016.

Nel 2016 i Giochi Olimpici sono approdati per la prima volta in Sud America, e ad accoglierli c’è stato tutto il calore brasiliano e della colorata e focosa Rio de Janeiro. Protagonista del primo articolo/intervista è stata la fenomenale Valeria Straneo, una delle più forti italiane dell’atletica leggera, vicecampionessa del mondo nella maratona, che proprio tra quelle righe ha raccontato dell’infortunio che l’ha colpita a inizio anno, e che l’ha poi tenuta lontana dal podio brasiliano.

Il percorso della pagina verso il Brasile è continuato per tutto il periodo estivo, ponendo l’attenzione su tutti gli atleti italiani pronti per salpare, tra le varie aspettative personali e di un pubblico che ormai li segue da anni. È stato questo il caso delle tuffatrici Tania Cagnotto e Francesca Dellapé: le aspettative verso la coppia, e soprattutto verso la Cagnotto, erano altissime: se l’ultima medaglia olimpica in questa disciplina è stata conquistata nel 1980, proprio dal papà di Tania, mai una donna azzurra era riuscita a calcare il podio a cinque cerchi nel tuffo.

Ma come la storia ci mostra nei suoi capitoli successivi, ad agosto Tania ce l’ha fatta ben due volte, prima con Francesca, vincendo l’argento del Sincro, e poi da sola, sempre però con il sostegno della sua Italia, incollata davanti alla televisione a fare il tifo per lei, dall’altra parte del mondo.

Uno dei momenti più magici del periodo pre-olimpiadi è stato quello che ha riguardato i giovani sportivi scappati dalle guerre africane. Il Comitato Olimpico Internazionale ha deciso di effettuare una svolta storica, fondando una squadra sovrannazionale, che riunisse gli atleti che per motivi politici non possano gareggiare per la loro nazione. È così nato il “Team dei Rifugiati Politici”, che nel 2016 ha contato 10 giovani, tra ragazzi e ragazze, con storie diverse e di nazionalità differenti, ma legati dall’amore dello sport, dalla voglia di riscatto, e dal desiderio di vincere non per loro stessi, ma per poter aiutare famiglie e amici ancora obbligati a vivere in luoghi attraversati quotidianamente da violenza e morte.

Il 5 agosto 2016 si è svolta la Cerimonia di Apertura della XXXI Olimpiade estiva, che ha puntato su ecologia e semplicità. Con modestia e sfruttando colori, illusioni ottiche e unità, il Comitato Organizzatore dei Giochi ha mostrato al mondo la storia del popolo brasiliano, il percorso di sviluppo e crescita, gli anni di oppressione da parte dei conquistatori, fino alla situazione attuale. Si è lasciato molto spazio alla natura, all’importanza della Foresta Amazzonica, definita anche come “il polmone del mondo” e al cambiamento climatico, nel tentativo di sfruttare l’evento mediatico per mettere il popolo terrestre di fronte a tematiche scottanti e fondamentali, verso le quali a volte si tende a chiudere un occhio.

Sono stati molti i momenti che durante questa Olimpiade hanno sorpreso, o deluso. Un’altra medaglia di legno per Ferrari e Pellegrini, ma anche la rinascita e la rivincita di tante discipline, come il Tiro, con un Campriani eccezionale, la pallanuoto, che ha portato sul podio sia la delegazione femminile che quella maschile, e il volley azzurro, che ha conquistato un argento memorabile. Una giornata formidabile è stata senza dubbio quella del 18 agosto, in cui il duo del Beach Volley Nicolai-Lupo ha ottenuto il podio, con un risultato storico per l’Italia. La vittoria, la determinazione, la passione per lo sport e la voglia di conquistare il Brasile, e non solo di esserci, hanno permesso a Daniele Lupo di essere apprezzato da Malagò, il quale gli ha dato l’opportunità di essere il portabandiera azzurro durante la cerimonia di chiusura, svoltasi il 21 agosto 2016.

Un’Olimpiade lascia il segno, e lo fa per i contemporanei, ma anche per quello che sarà il pubblico del futuro. Durante Rio2016 sono stati tantissimi gli atleti che si sono accaparrati non solo una medaglia, ma un piccolo spazio nella storia della manifestazione, stabilendo record che solo tra quattro anni qualcuno potrà tentare di superare. Nuoto, sollevamento pesi e tiro sono solo alcune delle discipline in cui sportivi provenienti da tutto il mondo hanno dimostrato la loro forza e voglia di vincere, conquistando più di chiunque altro nella storia di quello sport.

Poche settimane dopo la fine dei Giochi la magia olimpica è continuata: una seconda delegazione, quella dei paralimpici, ha raggiunto il Brasile per mostrare ancora una volta lo Sport italiano. Il 7 settembre 2016 si è svolta la cerimonia di apertura dei Giochi, e per l’Italia ha sfilato la campionessa Martina Caironi, già medaglista, e che si ripeterà anche in questa edizione, con un ottimo risultato nel salto in lungo e nella corsa. L’amore per la vita, l’unione, la solidarietà e il coraggio di continuare nonostante le avversità sono state le parole chiave di questa serata, che ha visto la partecipazione di più di 170 n

azioni.

La settima giornata paralimpica è stata quella che più ha emozionato. Un inizio fantastico per l’Italia, che già il terzo giorno è riuscita a collezionare ben 8 medaglie. Il 14 settembre sono stati però ben 10 i podi sormontati dagli atleti azzurri, che hanno lasciato il pubblico a bocca aperta e dentro un’esultanza continua. È stato il giorno di Alex Zanardi, che ancora una volta vince nel paraciclismo, dimostrando che per adesso non ci siano veri avversari per lui. Stesso destino per Bebe Vio, regina indiscussa della scherma paralimpica mondiale, con qualche anno in meno rispetto al veterano Alex, ma capace di mettere la stessa grinta, sicurezza e voglia di ottenere risultati sorprendenti. Incredibile anche il percorso di Assunta Legnante, che vince l’oro nel getto del peso, così come fece a Londra 2012, portando a casa il risultato di un altro quadriennio ricco di sacrificio e amore per lo sport.

Anche dopo la conclusione di questi Giochi è stato il momento di tirare le somme, stilando una Top 10 personale relativa agli atleti che più hanno emozionato durante la manifestazione. Di dieci atleti scelti, uno non ha mai gareggiato a Rio 2016: Marcia Malsar. Se i Giochi rappresentano coesione, senso morale collettivo, unione di popoli, solidarietà, opportunità, Marcia è stata senza dubbio una delle persone che più è riuscita a trasmettere questi valori, con la sua voglia di farcela da sola, nonostante tutto, spingendo fino all’ultimo e senza pensare di smettere di provare, di arrendersi, perché solo coloro che ci credono davvero e hanno la forza per combattere, possono arrivare al traguardo, conquistando così il sogno olimpico”.

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