“Thanatos, il mio primo romanzo”: la lettera di Francesco Carta

Due anni fa, a Londra, stavo aspettando l’autobus e vicino a me c’era un giovane che ancora non aveva smaltito gli effetti della sbornia della sera prima. “In che mondo sta vivendo ora?” mi sono chiesto. E se tutti vivessimo perennemente nella sua condizione? Se fossimo sempre “ubriachi”? Senza alcun limite, senza morale… che succederebbe? Il mondo reggerebbe l’urto?

8Da questi interrogativi è nato il mio primo romanzo: Thanatos. Sono Francesco, ho 24 anni, sono nato a Roma e ho sempre vissuto nella capitale. I miei 5 anni delle superiori li ho passati al liceo scientifico Cavour, poi mi sono iscritto a scienze politiche alla Sapienza e, dopo essermi laureato alla triennale, ho quasi raggiunto la laurea magistrale. La scrittura per me è un prolungamento personale. Thanatos è stato il mio trampolino di lancio ma spero sia il primo di una serie di pubblicazioni. Ho già in cantiere un altro libro e molte idee che aspettano di essere realizzate concretamente.

Perchè Thanatos?- La scelta del nome di questo romanzo richiama direttamente Freud. Thanatos è l’opposto di Eros, la pulsione di vita. È quindi pulsione di morte. L’uomo è sempre in bilico tra questi due opposti e vive questa continua ambivalenza. Ritengo che tutti noi siamo in qualche modo attratti da un principio di autodistruzione ed ho provato ad immaginare un mondo in cui gli effetti distruttivi fossero portati alle estreme conseguenze.6

L’obiettivo primario del libro però è l’analisi dell’animo umano. La storia è in un certo senso una scusa per parlare di noi ed esaminarci nell’intimo. Spesso c’è molta incoerenza tra il nostro essere, che mostriamo al mondo, quello che siamo, e ciò che pensiamo realmente. Questa distanza, nel libro, è suggerita dal corsivo. Andando avanti nella lettura vi accorgerete che la distanza tra ciò che pensiamo e ciò che siamo va sempre assottigliandosi. I personaggi sono costretti a fare la prima cosa che gli viene in mente, non hanno più limiti. Vi riuscite ad immaginare un mondo così? Io l’ho fatto ed ho provato a descriverlo.

3Thanatos, il primo mio romanzo- L’idea di questo libro, come vi ho già detto, risale a due anni fa. Ho iniziato subito a scrivere e dopo un paio di mesi mi sono interrotto. L’idea è rimasta lì insieme alle pagine già scritte, ad aspettare. Finché non conobbi una persona molto importante per me che mi incoraggiò a riprendere da dove avevo lasciato. Per farla breve in altri quattro mesi circa ho concluso il tutto ed ora sono qui a presentarlo. I personaggi sono quasi tutti giovani, tra i 20 e i 35 anni. Non soffermatevi troppo su di loro però perché l’importante è il contesto che hanno intorno. Sono le situazioni che mettono in luce parte della loro personalità.

5A livello cronologico il libro è pensato in un futuro molto prossimo. A giorni vivremo il periodo di tempo che è descritto nel libro. Questo per me è un piccolo dramma. Il romanzo si può definire di fantascienza, i miei riferimenti sono stati George Orwell e Philip Dick. Se però accendiamo la tv e guardiamo un tg, ci rendiamo conto che la realtà delle cose non è poi così distante dal romanzo. Per farla breve, nel mio libro cerco di suggerire un contatto con il presente, rimanendo nelle regole della narrazione. Troppe volte, purtroppo, la realtà supera la fantasia.

1I miei scrittori di riferimento- La scrittura, per me, va sempre di pari passo con la lettura. Amo leggere, leggo almeno un libro a settimana. Se vado in un posto e non ho un libro con me, mi sento smarrito. Leggere è fondamentale per avere l’ispirazione, oltre al fatto che a me piace un sacco e difficilmente potrei fare a meno dei libri. Gli scrittori a cui sono più legati sono Stephen King, del quale IT a mio parere è il più grande capolavoro, e Philip Dick, l’autore che mi ha aperto le porte della lettura. Sono molto appassionato di thriller e del genere fantasy. Tolkien su tutti naturalmente, sarebbe un’ingiustizia non citarlo.

7Progetti per il futuro- Ho diverse idee che aspettano di essere concretizzate. Le porto con me da parecchio tempo. Ho iniziato a scrivere un nuovo romanzo di tutt’altro genere, ma ora mi sto prendendo un periodo di raffreddamento. Quando inizi a scrivere tutto sembra perfetto, i contenuti buoni, la trama fluida ma è necessario prendersi una pausa per riflettere su quanto si è scritto. Bisogna lasciare tutto a riposare per riprenderlo e rileggerlo come se non lo avessi scritto tu. In questa fase di rilettura mi sta aiutando una persona che mi è molto vicina. Legge ciò che ho scritto, mi suggerisce miglioramenti e correzioni, mi fido molto di lei. Sono molti i progetti in cantiere, aspettiamo e vediamo cosa esce fuori.

4Un messaggio ai miei lettori- Più che una frase, mi piacerebbe lasciare ai miei lettori le parole dell’introduzione di un libro di Stephen King, Blaze. È un libro pubblicato circa 10 anni fa che però è stato scritto negli anni della giovinezza di King. È stato sempre rifiutato. Fino a 31 anni lo scrittore ha vissuto dentro ad una roulotte a causa delle ristrettezze economiche. Molti critici letterari lo valutarono un libro mediocre. Solo dopo il successo e milioni di copie vendute furono tutti compatti nel giudizio e lo elogiarono nelle più svariate forme. Tutti, compresi coloro che prima lo avevano scartato.

Questo esempio è un po’ una metafora della vita. Il messaggio è questo: non bisogna mai lasciarsi abbattere da quello che pensano e dicono gli altri. Bisogna continuare per la propria strada e credere in sé stessi, perché se per primi non crediamo in noi, non possiamo pretendere che lo facciano gli altri. Credere in sé stessi, è questo l’importante, il resto viene da sé.

In attesa di un parere sul mio libro,
una Lettera dalla Realtà di Francesco Carta

a cura di Tommaso Gavi

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *